A filo o a tuffo: quale procedimento è adatto al vostro pezzo
Nell’elettroerosione il materiale viene asportato da una scarica elettrica, non da un tagliente. La durezza del materiale non conta quindi, purché il materiale conduca corrente. In pratica scegliete fra due tipi di macchina:
- Macchine per erosione a tuffo: un elettrodo sagomato scende nel pezzo. Nascono così incavi, cavità, profili interni e spigoli interni vivi che un mandrino di fresatura non raggiunge.
- Macchine per elettroerosione a filo: un filo sottile funge da elettrodo e attraversa il pezzo. Tagliate così passaggi, profili sottili, piastre di tranciatura e matrici con raggi stretti.
La regola pratica: cavità chiusa significa erosione a tuffo, taglio passante significa elettroerosione a filo. Molte officine di attrezzeria usano entrambi i procedimenti, perché si completano a vicenda.
Applicazioni nella costruzione di stampi e utensili
Il campo di impiego principale resta la costruzione di stampi e utensili. I pezzi tipici sono stampi a iniezione, stampi per pressofusione, stampi per forgiatura, utensili per tranciatura e punzonatura, matrici e piastre di tranciatura. Si aggiungono il pezzo singolo e la piccola serie nella tecnica medicale, nel settore aeronautico e nella costruzione di macchine speciali. Ovunque i pezzi siano temprati, i profili troppo sottili per un utensile o sia richiesto uno spigolo interno senza raggio, l’elettroerosione è il procedimento adatto. Anche un utensile rotto si estrae dal pezzo senza perdere il pezzo.
Quali materiali si prestano all’elettroerosione
La condizione è la conducibilità elettrica. Il procedimento copre quindi proprio i materiali difficili da lavorare per asportazione di truciolo: acciaio per utensili temprato, metallo duro, titanio, Inconel e altre leghe a base di nichel, acciaio inox, rame e leghe di rame oltre all’alluminio. Si lavorano anche le ceramiche conduttive e la grafite. La durezza del materiale incide poco sul risultato, perché sul pezzo non agisce alcuna pressione meccanica. Potete quindi temprare prima un utensile ed eroderlo poi a misura finita. I materiali non conduttivi come plastica, vetro o ceramica tecnica senza conducibilità non si lasciano erodere.
Elettrodi e materiali per elettrodi
Nell’erosione a tuffo è l’elettrodo a determinare il risultato. Dominano due materiali:
- La grafite consente tassi di asportazione elevati e si fresa rapidamente. È adatta alle grandi superfici e alla sgrossatura.
- Il rame e le leghe di rame resistono meglio all’usura nel campo fine. Danno una migliore precisione di dettaglio e superfici più fini, quindi profili delicati e finitura.
Nella pratica molte aziende combinano i due materiali: grafite per la sgrossatura, rame per l’ultima passata. L’usura dell’elettrodo entra nel calcolo, perché sgrossatura e finitura richiedono spesso più elettrodi. Gli elettrodi nascono in genere su un centro di lavoro verticale. Elettroerosione e fresatura vanno quindi di pari passo in attrezzeria.
Controllo numerico, precisione e qualità superficiale
Le macchine per elettroerosione lavorano a controllo numerico, una versione puramente convenzionale non esiste. Il controllo regola avanzamento, energia di scarica e lavaggio e mantiene costante il gap, cioè la distanza fra elettrodo e pezzo. Questa distanza resta nell’ordine di pochi centesimi di millimetro e viene considerata come sottomisura in fase di programmazione. Con i parametri governate il compromesso fra velocità e superficie: un’energia di scarica alta asporta in fretta e lascia una superficie più ruvida, una passata di finitura fine richiede più tempo e dà la qualità superficiale richiesta. L’elettroerosione non è quindi un procedimento veloce, è un procedimento preciso.
Dielettrico, filo per erosione e materiali di consumo
Il processo avviene in un dielettrico. Questo liquido isola, raffredda e lava via il materiale asportato dal gap. Nell’erosione a tuffo si tratta di norma di un dielettrico a base di olio, nell’elettroerosione a filo di acqua deionizzata. Al fabbisogno corrente appartengono filo per erosione, filtri, resina a scambio ionico e guidafilo. Trovate queste voci fra i consumabili EDM. Mettete in conto materiali di consumo e cambio filtro nei costi di esercizio fin dall’inizio, in produzione continua pesano in modo percepibile.
Perché KNUTH
KNUTH è fornitore di macchine utensili dal 1923 e offre entrambi i procedimenti di elettroerosione. L’attenzione è rivolta alle macchine di ingresso e di fascia media, quindi alle aziende che affiancano l’elettroerosione alla lavorazione per asportazione o che sostituiscono una macchina esistente. Circa 1.000 macchine sono sempre disponibili nel magazzino principale di Wasbek, la disponibilità di una taglia precisa ve la indichiamo su richiesta. Ogni macchina viene controllata con documentazione e consegnata conforme CE, la dichiarazione di conformità e la documentazione completa accompagnano la fornitura. Se avviate ora l’elettroerosione, valutiamo con voi anche quale tipo di macchina si accorda alle vostre fresatrici e alle vostre rettificatrici.
Assistenza, ricambi e disponibilità
L’assistenza è svolta dalla nostra rete di servizio e da tecnici propri. I ricambi correnti arrivano dal magazzino centrale, i pezzi speciali direttamente dai produttori dei componenti. Per la fornitura di ricambi vale un impegno di 10 anni per tutta l’azienda. Le richieste di assistenza passano dalla pianificazione del servizio all’indirizzo service@knuth.com oppure per telefono, rispondiamo in ogni giorno lavorativo. Installazione, messa in servizio e addestramento dei vostri operatori sono possibili su richiesta, l’entità è indicata nell’offerta. Contattateci via e-mail o per telefono se state valutando fra filo e tuffo o fra due taglie di macchina.
Altre categorie di macchine in sintesi
Ecco una panoramica della nostra gamma di macchine. Selezionate una categoria per saperne di più sulle singole macchine e sui loro dati tecnici.